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Un sedicenne al voto – Primarie PD

Ho sedici anni e per la prima volta nella mia vita, grazie alle primarie del PD, potrò votare, quindi vi mostro una mia analisi sui tre candidati.

Cuperlo

Cuperlo è sicuramente tra i tre candidati quello che mi appassiona meno. Ha la benedizione di D’Alema, quindi parte già male, e sentendolo parlare dall’Annunziata ha detto di non rinnegare quello che la sinistra ha fatto in quest’ ultimo ventennio: non poteva dire nulla di peggio. Se Berlusconi e il berlusconismo hanno fatto saltare in aria questo paese, sia da un punto di vista morale che economico, è perché in questi vent’anni la sinistra gli ha fornito il tritolo. Mi sembra il classico candidato “a modo” di sinistra, un po’ snob, mai volgare e che crede in tutti i valori professati dal comunismo italiano, un Bersani 2.0.

Renzi

Tempo fa scrissi un articolo in cui parlavo di quanto non mi piacesse il modo di fare campagna elettorale di Renzi: andare da Maria De Filippi, ripetere le stesse battute sugli avversari politici (Grillo docet) e fare tutto ciò nonostante si dovesse occupare di una città importante come Firenze. Però Renzi si professa come il cambiamento del partito, e fino a poco tempo fa era uno dei pochi a farlo. Renzi promette di cambiare totalmente il PD, promette di scardinarlo da quei dogmi sinistroidi che da sempre lo caratterizzano, quei dogmi che fanno candidare Crisafulli, che fanno trafficare la sinistra con cooperative e banche. Il PD va cambiato, e una volta che è stato cambiato deve anche vincere le elezioni una volta per tutte, e dimostrare se sa governare il paese. Non so se voterò Renzi, ma se farà ciò che promette gliene sarò infinitamente grato.

Civati

Civati è una personalità politica che apprezzo molto: è stato severo quando non si votò Rodotà, severo quando non si votò Prodi e altrettanto severo con il caso Cancellieri. E’ stato uno dei pochi del PD che ha ammesso che se non c’è stato l’accordo tra PD e M5S le responsabilità non sono state esclusivamente di quest’ ultimo. Anche lui vuole cambiare il partito come Renzi, la differenza è che Civati è più di sinistra. Come segretario del partito lo ritengo degno e competente, la mia paura è che non riuscirà a convincere abbastanza italiani (anche non di sinistra) a votare il PD.

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Si sono consultati, non si sono picchiati

Ho seguito con interesse e stimolo le consultazioni tra Enrico Letta, premier incaricato, e i capogruppo del M5S Crimi e Lombardi. Premetto dicendo che non mi piacciono le reazioni e i tweet dei giornalisti che si sono subito messi a dire “ha vinto Letta”, “umiliati Crimi e Lombardi” o cose del genere. E’ un fenomeno mediatico, ne Bersani si era fatto umiliare qualche settimana fa ne Letta ha umiliato oggi i “portavoce a 5 stelle”. Non è una lotta, ma una consultazione, per Dio, e non ci sono vincitori o perdenti.

Sicuramente Letta è stato convincente, ha parlato di un tema che a me sta molto a cuore: il cambiamento dell’unione europea; e devo ammettere che non mi aspettavo di avere delle posizioni così vicine alle sue, tuttavia sulla questione “Perché no a Rodotà?” è stato poco esauriente.

Alcuni giornalisti si sono lamentati del fatto che Crimi e Lombardi non si sono messi a dirgli tutte le cose brutte che hanno fatto con il PDL o da soli. Ma ci mancherebbe. Cos’è siamo all’asilo? “Io con te non ci parlo perché sei stato amico di quello là, vattene via”. Si sono trovati lì per discutere su come procedere a governare il paese, mica ad auto-processarsi.

Comunque, sebbene la discussione è stata interessante non c’è stata notizia. Il M5S non darà la fiducia ma collaborerà sulle leggi, come dice già da tempi immemori.

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Marini, il suicidio del PD

Un partito si può suicidare? Sì

Basta che inglobi gran parte del tuo programma sull’anti-berlusconismo e appena ti arriva l’occasione di fare un serio cambiamento e di sconfiggere definitivamente Berlusconi, candidi Marini. Un democristiano, cattolico, sindacalista. Il peggio quindi.

Non so come si possa votare PD dopo una cosa del genere, non so se il partito passerà a Renzi, ma dopo questa beffa mi auguro che prenda l’ 1% alle prossime elezioni.

C’era l’opportunità di cambiare il paese con Rodotà, l’hanno bruciata. Non ci rimane che aspettare e sperare nel governo a 5 stelle, magari tra un anno, magari tra mezzo… Vediamo quanto durerà l’incucio. Arrivederci comunisti.

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Scacco matto, Rodotà presidente della repubblica.

PD e PDL si stanno mettendo d’accordo sul nome che meglio rappresenterebbe la finta sinistra italiana e il berlusconismo mascherato. Intanto, dall’oscuro e misterioso mondo del web grillino, è uscito un nome, quello di Rodotà.

Rodotà per il M5S è un’apertura al PD, un regalo.
Grillo sta regalando al PD l’ultima possibilità di vivere. Se uno come D’Alema, Marini, Amato o chi altro diventerà presidente della Repubblica mi chiedo quanti voti potrebbe ottenere il PD alle prossime elezioni.

Rodotà ha tanta stima per il M5S quanta ne ha per il centro-sinistra, e probabilmente darà a Bersani l’opportunità di fare il suo governo di minoranza.

Rodotà

Rinunciando a Rodotà il PD rinuncerà al cambiamento, che è imminente.
Sinceramente sono ottimista, Bersani si è dimostrato un minimo intelligente negli ultimi tempi, con i suoi flirt al M5S ha addolcito pure Grillo, che non lo chiama nemmeno Gargamella; non vedo perché dovrebbe rinunciare proprio ora all’apertura che gli è stata fatta.

Insomma, Rodotà è l’unica personalità che può evitarci un governo pseudo-berlusconiano e che può permettere di fare quelle leggi che gli italiani vogliono più di ogni altra cosa.

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