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Il Movimento 5 Stelle vuole impedire di governare?

Non sto a ripetervi le solite cose, sappiamo qual’è la situazione attuale in parlamento e sappiamo che c’è bisogno di una collaborazione per governare. Lo dico subito, supporto il Movimento 5 Stelle, mi piacciono il loro programma e le loro idee utopiche. Mi piace come lavorano sul territorio e mi piace il loro modo di voler rivoluzionare il sistema, però fino a qualche giorno fa, stavo guardando Beppe Grillo con amarezza. Sembrava veramente voler proseguire la tattica cinica che aveva iniziato, quella del “sono tutti uguali, non voteremo nessuna fiducia”.

Era già chiaro che non avrebbero mai votato una fiducia ad un governo Bersani, o comunque ad un governo di partiti, ma mi aspettavo che facessero dei nomi, che proponessero il governo Rodotà o Zagrebelsky.

Ieri però è arrivata una proposta che a differenza di quello che dicono i media e i politicanti a me sembra molto fattibile, la così detta “Prorogatio”. Si tratta di fare in modo che, siccome non ci sono le condizioni per creare un nuovo governo e siccome sappiamo tutti che tornare al voto sarebbe inutile, si lavori mentre si continui in qualche modo a cambiare la situazione. Il parlamento può già preparare delle leggi, può già fare quelle leggi importanti sul conflitto di interessi, legge elettorale o anche quella sul reddito di cittadinanza.

Di questa iniziativa si era parlato qualche volte in televisione con il prof. Paolo Becchi, docente di Filosofia di diritto, e già ai tempi – nei soliti talk show – gli si diceva che dovrebbe studiarsi un po’ di diritto e di costituzione.

Non ha senso dire che la “Prorogatio” sia incostituzionale, basti guardare che ora come ora il Presidente del Consiglio in carica sia Mario Monti; questo significa che non c’è bisogno che subito dopo le elezioni ci debba essere il nuovo Presidente del Consiglio, ma ci vuole del tempo perché si riesca ad avere i numeri per una maggioranza solida.

Insomma, ora non si può più dire che il M5S non si voglia prendere la sua responsabilità, la proposta c’è e #SiPuòFare.

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