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Si sono consultati, non si sono picchiati

Ho seguito con interesse e stimolo le consultazioni tra Enrico Letta, premier incaricato, e i capogruppo del M5S Crimi e Lombardi. Premetto dicendo che non mi piacciono le reazioni e i tweet dei giornalisti che si sono subito messi a dire “ha vinto Letta”, “umiliati Crimi e Lombardi” o cose del genere. E’ un fenomeno mediatico, ne Bersani si era fatto umiliare qualche settimana fa ne Letta ha umiliato oggi i “portavoce a 5 stelle”. Non è una lotta, ma una consultazione, per Dio, e non ci sono vincitori o perdenti.

Sicuramente Letta è stato convincente, ha parlato di un tema che a me sta molto a cuore: il cambiamento dell’unione europea; e devo ammettere che non mi aspettavo di avere delle posizioni così vicine alle sue, tuttavia sulla questione “Perché no a Rodotà?” è stato poco esauriente.

Alcuni giornalisti si sono lamentati del fatto che Crimi e Lombardi non si sono messi a dirgli tutte le cose brutte che hanno fatto con il PDL o da soli. Ma ci mancherebbe. Cos’è siamo all’asilo? “Io con te non ci parlo perché sei stato amico di quello là, vattene via”. Si sono trovati lì per discutere su come procedere a governare il paese, mica ad auto-processarsi.

Comunque, sebbene la discussione è stata interessante non c’è stata notizia. Il M5S non darà la fiducia ma collaborerà sulle leggi, come dice già da tempi immemori.

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Marini, il suicidio del PD

Un partito si può suicidare? Sì

Basta che inglobi gran parte del tuo programma sull’anti-berlusconismo e appena ti arriva l’occasione di fare un serio cambiamento e di sconfiggere definitivamente Berlusconi, candidi Marini. Un democristiano, cattolico, sindacalista. Il peggio quindi.

Non so come si possa votare PD dopo una cosa del genere, non so se il partito passerà a Renzi, ma dopo questa beffa mi auguro che prenda l’ 1% alle prossime elezioni.

C’era l’opportunità di cambiare il paese con Rodotà, l’hanno bruciata. Non ci rimane che aspettare e sperare nel governo a 5 stelle, magari tra un anno, magari tra mezzo… Vediamo quanto durerà l’incucio. Arrivederci comunisti.

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Scacco matto, Rodotà presidente della repubblica.

PD e PDL si stanno mettendo d’accordo sul nome che meglio rappresenterebbe la finta sinistra italiana e il berlusconismo mascherato. Intanto, dall’oscuro e misterioso mondo del web grillino, è uscito un nome, quello di Rodotà.

Rodotà per il M5S è un’apertura al PD, un regalo.
Grillo sta regalando al PD l’ultima possibilità di vivere. Se uno come D’Alema, Marini, Amato o chi altro diventerà presidente della Repubblica mi chiedo quanti voti potrebbe ottenere il PD alle prossime elezioni.

Rodotà ha tanta stima per il M5S quanta ne ha per il centro-sinistra, e probabilmente darà a Bersani l’opportunità di fare il suo governo di minoranza.

Rodotà

Rinunciando a Rodotà il PD rinuncerà al cambiamento, che è imminente.
Sinceramente sono ottimista, Bersani si è dimostrato un minimo intelligente negli ultimi tempi, con i suoi flirt al M5S ha addolcito pure Grillo, che non lo chiama nemmeno Gargamella; non vedo perché dovrebbe rinunciare proprio ora all’apertura che gli è stata fatta.

Insomma, Rodotà è l’unica personalità che può evitarci un governo pseudo-berlusconiano e che può permettere di fare quelle leggi che gli italiani vogliono più di ogni altra cosa.

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Incostituzionale stocazzo.

E’ veramente molto soddisfacente sapere che si aveva ragione. Napolitano ha deciso di fare ciò che suggerivano Grillo e il prof. Becchi.

“E’ incostituzionale!”, “Leggiti la costituzione”, “#NonSiPuòFare”. Così i malati di anti-grillismo si divertivano su twitter. Ora i più dignitosi si sono ammutoliti, gli altri si inventano che Napolitano ha fatto una cosa TOTALMENTE diversa da quella proposta da Grillo. Non c’è bisogno di uno come me per farvi capire che invece la proposta di Grillo era proprio la stessa cosa che Napolitano ha eseguito, negarlo significherebbe arrampicarsi sugli specchi.

Insomma ora il nuovo parlamento deve lavorare. Il Movimento 5 Stelle ha già presentato un decreto legge di tagli alla Camera dei Deputati che farà risparmiare alle casse dello stato ben 42’000’000 di euro l’anno, e sono sicuro che altri parlamentari saranno pronti a presentare altri importanti decreti.

Tutto come si sperava insomma, se non per una cosa: Napolitano ha dovuto scegliere dei “saggi” per favorire l’interlocuzione politica fra i diversi schieramenti e far si che si riescano a mettere d’accordo per votare le determinate leggi, nulla di male, se non fosse che questi interlocutori sono gente come Onida, Violante, Quagliariello e Mauro. Figure già conosciute che non si riesce a capire come potranno far parlare la Lombardi con Bersani o Alfano con Vendola.

Non ci rimane che sperare che in meno tempo possibile si riescano a fare quelle leggi essenziali per il paese.

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Il Movimento 5 Stelle vuole impedire di governare?

Non sto a ripetervi le solite cose, sappiamo qual’è la situazione attuale in parlamento e sappiamo che c’è bisogno di una collaborazione per governare. Lo dico subito, supporto il Movimento 5 Stelle, mi piacciono il loro programma e le loro idee utopiche. Mi piace come lavorano sul territorio e mi piace il loro modo di voler rivoluzionare il sistema, però fino a qualche giorno fa, stavo guardando Beppe Grillo con amarezza. Sembrava veramente voler proseguire la tattica cinica che aveva iniziato, quella del “sono tutti uguali, non voteremo nessuna fiducia”.

Era già chiaro che non avrebbero mai votato una fiducia ad un governo Bersani, o comunque ad un governo di partiti, ma mi aspettavo che facessero dei nomi, che proponessero il governo Rodotà o Zagrebelsky.

Ieri però è arrivata una proposta che a differenza di quello che dicono i media e i politicanti a me sembra molto fattibile, la così detta “Prorogatio”. Si tratta di fare in modo che, siccome non ci sono le condizioni per creare un nuovo governo e siccome sappiamo tutti che tornare al voto sarebbe inutile, si lavori mentre si continui in qualche modo a cambiare la situazione. Il parlamento può già preparare delle leggi, può già fare quelle leggi importanti sul conflitto di interessi, legge elettorale o anche quella sul reddito di cittadinanza.

Di questa iniziativa si era parlato qualche volte in televisione con il prof. Paolo Becchi, docente di Filosofia di diritto, e già ai tempi – nei soliti talk show – gli si diceva che dovrebbe studiarsi un po’ di diritto e di costituzione.

Non ha senso dire che la “Prorogatio” sia incostituzionale, basti guardare che ora come ora il Presidente del Consiglio in carica sia Mario Monti; questo significa che non c’è bisogno che subito dopo le elezioni ci debba essere il nuovo Presidente del Consiglio, ma ci vuole del tempo perché si riesca ad avere i numeri per una maggioranza solida.

Insomma, ora non si può più dire che il M5S non si voglia prendere la sua responsabilità, la proposta c’è e #SiPuòFare.

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