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Scacco matto, Rodotà presidente della repubblica.

PD e PDL si stanno mettendo d’accordo sul nome che meglio rappresenterebbe la finta sinistra italiana e il berlusconismo mascherato. Intanto, dall’oscuro e misterioso mondo del web grillino, è uscito un nome, quello di Rodotà.

Rodotà per il M5S è un’apertura al PD, un regalo.
Grillo sta regalando al PD l’ultima possibilità di vivere. Se uno come D’Alema, Marini, Amato o chi altro diventerà presidente della Repubblica mi chiedo quanti voti potrebbe ottenere il PD alle prossime elezioni.

Rodotà ha tanta stima per il M5S quanta ne ha per il centro-sinistra, e probabilmente darà a Bersani l’opportunità di fare il suo governo di minoranza.

Rodotà

Rinunciando a Rodotà il PD rinuncerà al cambiamento, che è imminente.
Sinceramente sono ottimista, Bersani si è dimostrato un minimo intelligente negli ultimi tempi, con i suoi flirt al M5S ha addolcito pure Grillo, che non lo chiama nemmeno Gargamella; non vedo perché dovrebbe rinunciare proprio ora all’apertura che gli è stata fatta.

Insomma, Rodotà è l’unica personalità che può evitarci un governo pseudo-berlusconiano e che può permettere di fare quelle leggi che gli italiani vogliono più di ogni altra cosa.

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Renzi, il nuovo politicante.

Mentre Grillo e Bersani si trovano ogni giorno davanti a delle scelte sulla quale hanno una immensa responsabilità e che andranno a definire il futuro del nostro paese, un uomo è già in campagna elettorale.

No, non è Berlusconi, strano a dirsi eh? Lui – probabilmente perché vuole avere un amichetto capo dello stato che lo possa salvare quando verrà condannato – vuole fare un governo. Quello che invece è già in campagna elettorale è Matteo Renzi.

Da giorni rivendica la sua volontà di fare un inciucissimo PD-PDL.  Molti giustificano questa sua intenzione perché esso è visto come un moderato di sinistra. Ma lui, prima di essere un moderato, è quello che vuole rottamare tutti, e ora propone che i vecchi della politica si mettano sul trono. Sono sicuro che stia facendo la stessa identica tattica di Grillo, ovvero aspettare l’inciucio e poi poter dire “C’è bisogno di cambiamento!”, “Votate me che cambio tutto il PD!”.

L’ altro giorno ha detto che Bersani è andato a farsi umiliare dal M5S. Secondo me ha torto, non è vero che Bersani si è fatto umiliare, e nonostante abbia dovuto scontrarsi con l’arroganza della Lombardi non ha fatto nessuna figuraccia, anzi, ha dato l’idea di essere quello che pensa al paese.

“Stiamo perdendo tempo!”. Sulle basi di cosa dice ciò? I saggi ci sono da pochi giorni e comunque già sono stati sbloccati i fondi per le imprese, cosa che Monti non aveva fatto. Poi non sono nemmeno state autorizzate le commissioni e a mio parere con esse si potrebbe fare molto, altro che perdere tempo.

E’ anche andato dalla De Filippi a parlare al pubblico di Mediaset (ovvero a cercare i voti dei peggiori Berlusconiani).

Ricorda un classico politicante di centro-destra, molto scaltro e furbo e che sa usare benissimo i media. Parlando del personaggio alcuni dicono che è un giovane Berlusconi, io non sono così cattivo – per essere irritanti quanto Berlusconi e le sue balle ce ne vuole – però penso comunque che sia arrivato il momento di politici meno figuranti e più umili.

renziamico

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Il Movimento 5 Stelle vuole impedire di governare?

Non sto a ripetervi le solite cose, sappiamo qual’è la situazione attuale in parlamento e sappiamo che c’è bisogno di una collaborazione per governare. Lo dico subito, supporto il Movimento 5 Stelle, mi piacciono il loro programma e le loro idee utopiche. Mi piace come lavorano sul territorio e mi piace il loro modo di voler rivoluzionare il sistema, però fino a qualche giorno fa, stavo guardando Beppe Grillo con amarezza. Sembrava veramente voler proseguire la tattica cinica che aveva iniziato, quella del “sono tutti uguali, non voteremo nessuna fiducia”.

Era già chiaro che non avrebbero mai votato una fiducia ad un governo Bersani, o comunque ad un governo di partiti, ma mi aspettavo che facessero dei nomi, che proponessero il governo Rodotà o Zagrebelsky.

Ieri però è arrivata una proposta che a differenza di quello che dicono i media e i politicanti a me sembra molto fattibile, la così detta “Prorogatio”. Si tratta di fare in modo che, siccome non ci sono le condizioni per creare un nuovo governo e siccome sappiamo tutti che tornare al voto sarebbe inutile, si lavori mentre si continui in qualche modo a cambiare la situazione. Il parlamento può già preparare delle leggi, può già fare quelle leggi importanti sul conflitto di interessi, legge elettorale o anche quella sul reddito di cittadinanza.

Di questa iniziativa si era parlato qualche volte in televisione con il prof. Paolo Becchi, docente di Filosofia di diritto, e già ai tempi – nei soliti talk show – gli si diceva che dovrebbe studiarsi un po’ di diritto e di costituzione.

Non ha senso dire che la “Prorogatio” sia incostituzionale, basti guardare che ora come ora il Presidente del Consiglio in carica sia Mario Monti; questo significa che non c’è bisogno che subito dopo le elezioni ci debba essere il nuovo Presidente del Consiglio, ma ci vuole del tempo perché si riesca ad avere i numeri per una maggioranza solida.

Insomma, ora non si può più dire che il M5S non si voglia prendere la sua responsabilità, la proposta c’è e #SiPuòFare.

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